Cos’è la ripartizione dei costi e come calcolarla.

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Lo scandallo dei costi permette di calcolare il costo unitario di un bene o di un servizio, tenendo conto delle risorse impiegate per la sua realizzazione. Permette di definire, a partire dal costo unitario, un prezzo di vendita che comporti l’ottenimento del massimo beneficio possibile.

In realtà, ciò che lo scandallo dei costi offre è un’informazione sul costo reale di un prodotto per l’azienda che lo elabora.

L’utilizzo dello scandallo dei costi come strumento di calcolo e progettazione di strategie di produzione è molto frequente in diversi settori e la sua applicazione teorica è applicabile a ogni tipo di mercato e di prodotto.

Rilevanza pratica della distinta dei costi

In materia di efficienza e ottimizzazione delle risorse di un’organizzazione, il ruolo di una corretta ripartizione dei costi è vitale.

Il principio delle imprese, volto alla massimizzazione dei profitti, passa per ottenere i massimi indici di produttività e la maggiore redditività possibile. In tal senso, una valutazione esaustiva dei prodotti offerti e la loro misurazione in termini di costi è assolutamente indispensabile.

Cioè, ogni impresa o società deve essere consapevole metodicamente dei costi ai quali partecipa e del peso di questi sui propri risultati di profitto, coniugando tali profitti con i volumi di vendita.

Perché calcolare la ripartizione dei costi?

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Conoscere la ripartizione dei costi delle nostre produzioni è molto importante per prendere buone decisioni. Tra le altre cose, evidenziamo le seguenti ragioni:

  • Decidere se produrre o acquistare: Se sappiamo quanto costa produrlo potremo decidere se è meglio acquistarlo o farlo noi stessi.
  • Scegliere il prezzo correttamente: Avere una conoscenza completa di quanto costa una produzione è essenziale per fissarne il prezzo. Molte aziende finiscono per ridurre la redditività (a volte persino registrando perdite) perché abbassano il prezzo al di sotto di quello della concorrenza senza conoscere esattamente i costi.
  • Migliorare la redditività: Se siamo consapevoli di quanto costa ciascuna delle fasi di una produzione, potremo analizzare dove si verifica un buco di redditività. Così, poco a poco, potremo ottimizzare i processi. La redditività aumenterà lentamente man mano che ripetiamo questa tecnica una volta dopo l’altra.
  • Smettere di produrre le elaborazioni meno redditizie. Decidere se fare o non fare una ricetta che in molte occasioni può risultare molto poco redditizia.
  • Prendere decisioni con rapidità. Conoscere il margine di contribuzione medio o minimo delle mie elaborazioni e saper fare calcoli mentali rapidi, fondamentali per prendere decisioni nel quotidiano.

Esempio di scandallo dei costi

Un semplice esempio dell’importanza di una ripartizione dei costi in qualsiasi azienda si può osservare nelle panetterie. La ripartizione di una pagnotta di pane, prodotto standard di tutte quante.

In un forno per il pane di solito si tengono in considerazione i costi del personale impiegato per svolgere l’attività e le materie prime impiegate nel lavoro produttivo (costi diretti):

Ripartizione dei costi

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Esempio di ripartizione dei costi semplice

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In questo file che puoi scaricare trovi un modello semplice per elaborare una ripartizione dei costi in modo agile. Puoi sostituire l’elenco dei componenti con quelli della tua azienda.

D’altra parte, vengono misurati altri costi legati ai servizi di manutenzione, pulizia e risorse energetiche (costi indiretti). In questo caso si prendono in considerazione:

  • Altri costi relativi al locale della panetteria
  • L’alimentazione del forno o delle vetrine
  • Le spese amministrative per l’agenzia di pratiche
  • Possibili spese di marketing…

Tenendo conto del livello di vendite abituale, deve stabilirsi un prezzo di vendita unitario per ogni barra di pane, che garantisca un margine di profitto per unità che permetta la sopravvivenza dell’azienda.

Se un’azienda stima che tali costi citati per una barretta di pane ammontino a 0,40 € per unità, deve stabilire un prezzo di vendita più alto, che comporti il recupero dei costi impiegati per svolgere l’attività economica e, in aggiunta, un margine di profitto.

I modelli di scandallo dei costi

Esistono quattro grandi modelli di costi: tutti classificano i costi sostenuti da un’azienda in «costi del prodotto» (quelli imputati ai prodotti fabbricati) e «costi del periodo» (quelli che non possono essere imputati alla produzione, ma che vengono caricati direttamente nel conto economico) in modi differenti. Ciascun modello classifica i costi sostenuti da un’azienda secondo criteri differenti, poiché ciascuno ha una utilità.

«Full costing» (o costi completi)

-Utilità: ci permette di calcolare il «costo di produzione» per valutare i Prodotti Terminati (PT), i Prodotti in Corso (PC) e i Semi Terminati (PST), e in questo modo poter valutare l’inventario nella contabilità finanziaria della nostra azienda al 31/12/N (calcolare il valore con cui effettuare la registrazione di «variazione delle giacenze»).

-Criterio: se construye al final del ejercicio con datos reales de costes recogidos en la contabilidad financiera de nuestra empresa.

Distinta dei costi a costo pieno

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Modello di costi a costo pieno della distinta dei costi

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Classifica i costi in Costi Diretti (CD) e Indiretti (CI), e imputarli al «costo del prodotto» solo quelli che siano originati nel reparto di «Produzione» (siano CD o CI). Ricordiamo che i costi di questo reparto includono i costi di «Approvvigionamento» (immagazzinamento delle MP), «Fabbricazione» e «Stoccaggio» di PT.

Non integra quindi come «costi del prodotto» quelli originati in altri dipartimenti dell’azienda come «Commerciale-Distribuzione» o «Amministrazione-Finanza».

Pertanto, il «costo del prodotto» è formato da Materia Prima (MP) + Manodopera Diretta (MOD) + Costi Indiretti di Fabbricazione Variabili e Fissi (CIF Variabili + CIF Fissi).

Direct costing o costi diretti

-Utilità: ci permette di calcolare il «costo del prodotto» per conoscere il Margine di Contribuzione (MC) -cioè la redditività reale- che porta alla nostra azienda la commercializzazione di ogni prodotto.

-Criterio: se construye al final del ejercicio con datos reales de costes recogidos en la contabilidad financiera de nuestra empresa (en la Cuenta de PyG).

distinta analitica dei costi diretti

Modello dei costi diretti

Classifica i costi in Variabili (CV) e Fissi (CF), e imputi al «costo del prodotto» quelli che siano CV di tutti i dipartimenti dell’azienda, cioè sia i CV del dipartimento di «Produzione» (che include anche «Approvvigionamento» delle MP e «Magazzinaggio» delle PT) come i CV dei dipartimenti «Commerciale-Distribuzione» e «Amministrazione-Finanza».

Pertanto, il «costo del prodotto» comprende Materie Prime (MP) + Manodopera Diretta (MOD) + Costi Indiretti di Fabbricazione Variabili (CIF Variabili) + CV Commerciali-Distribuzione + CV Amministrazione-Finanza.

Modello dei costi standard

Si chiama costo standard il costo predeterminato basato sull’importo al quale dovrebbero salire i costi di produzione di un bene o servizio in futuro e, nel caso in cui, dato un volume di attività, si verifichino determinate condizioni di produzione considerate possibili e desiderabili. Si distingue dai costi reali o storici in quanto questi sono i costi sostenuti nel processo di produzione.

Costo standard vs costo reale

Il modello dei costi standard è molto utile per il controllo delle diverse sezioni o centri di costo dell’azienda. Così, una volta terminato il periodo e i costi reali calcolati, potremo confrontarli con i costi standard, al fine di analizzare le possibili deviazioni che possano emergere.

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Costi standard: distinta dei costi

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Modello dei costi standard

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Modelli di costi “ABC”

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È uno dei metodi più interessanti per calcolare la ripartizione dei costi. Si basa sulle diverse attività che svolge l’azienda. Ma come si calcola?

La prima cosa è che la nostra contabilità sia ben sviluppata, è importante. Con quei costi della nostra contabilità definiamo delle risorse.

È necessario definire i centri di costo, ad esempio amministrazione, commerciale, vendite, marketing, produzione, direzione, ecc.

All’interno di ciascun centro di costo identifichiamo le diverse attività che vengono svolte, le più importanti, ad es. all’interno del reparto commerciale, pianificare viaggi, redigere budget, visite ai clienti, ecc.

Una volta definite tutte queste attività, e questo è un compito che richiede molta comunicazione con i vari responsabili di ciascun centro, si assegnano le diverse risorse alle attività che le consumano, così da poter sapere quanto ci costano le attività.

Anche qui è molto importante stabilire un criterio di ripartizione che sia il più corretto e concordato.

Una volta che abbiamo tutti i costi per attività, ora quello che facciamo è ripartirli tra i prodotti e i clienti.

Ci troveremo di fronte a molte risorse che andranno come costi diretti ai prodotti.

Progetteremo modelli per ogni periodo che stabilireemo, ogni mese, ecc. È sempre consigliabile realizzare modelli con una prospettiva di 1 anno.

Motivi per cui il costo reale può variare rispetto alla scomposizione dei costi

È comune che i costi reali si discostino dalla distinta dei costi. Questo può comportare la necessità di rivederli. Queste variazioni possono verificarsi per diversi motivi:

1) Variazione del costo di acquisto: Il costo di acquisto dei prodotti può variare per molti aspetti ed è qualcosa di molto comune in tempi di crisi.

2) Variazione della quantità utilizzata: Si presume che nelle aziende industriali con processi automatizzati e controllati le quantità debbano essere omogenee e con una variazione minima, ma ci sono aziende che, sia per il processo sia per la natura del prodotto, possono esserci variazioni significative nella quantità utilizzata. Questo problema è molto comune nelle aziende del settore alimentare.

3) Sostituzione di un componente con un altro: Può accadere che per scarsità di prodotto (rottura di stock) o per qualche altra ragione sia necessario sostituire un componente con un altro simile o con caratteristiche simili.

4) Variazione nel tempo di lavoro: In questa sezione di solito ci sono sempre delle variazioni poiché le persone non lavorano a una velocità costante. Le ragioni per cui ci sono variazioni nel tempo lavorato possono essere molto ampie.

Se possiamo calcolare il costo reale di elaborazione o di produzione in seguito, si può confrontarlo con la distinta dei costi prevista e prendere decisioni come ad esempio adeguare la distinta dei costi per adeguare i prezzi di vendita, migliorare i processi di produzione, ridurre i costi di acquisto…

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